XANTE BATTAGLIA - Italy
Contact: :battagliaxante@gmail.com


Figura seduta
Volto violentato
polimaterico su tela cm 70 x 50
tecnica mista su tela cm 70 x 50


Religiosità
Volti velati
olio su tela cm 50 x 70
olio su tela cm 40 x 50


Figura arcaica
Velate
olio su tela cm 70 x 50
olio su tela cm 50 x 50
About his Art
Artista italiano di rinomanza internazionale, afferente all’arte Concettuale e Comportamentale.
Sviluppa uno stile personale rifacendosi all’arte arcaica; le sue “velate”, immagini di donne stilizzate, sono l’icona ricorrente delle sue opere e vengono dedicate alla Grande Madre, la Mater Matuta.
La ripetizione, quasi ossessiva, di questo segno visivo porta l’artista a raffigurarlo su ogni immagine o supporto, spaziando fra scultura, fotografia e nuove tecniche, ma anche personalizzando a spray una Rolls Royce.
Poliedrico ed eccentrico, tanto da demistificare continuamente il Potere, è anche un artista critico, che esprime il suo pensiero attraverso opere che spesso impiegano personaggi noti del panorama internazionale, rendendoli oggetto di una negazione assoluta: il gesto dello “sfregio pittorico”, in modo da demitizzare il mito correlato.
Basti pensare che dal ’67 Xante Battaglia incomincia a ‘sfregiare’ i Miti (l’Austriaco Rainer viene dopo) e con gli Oggetti Binari del ’77 addirittura anticipa Jeff Koons. Il suo sfregio demistificatorio su Papa Montini è del ’68, solo molti anni più tardi Cattelan lo fa con Giovanni Paolo II. Storicamente la Transavanguardia è stata anticipata da Battaglia e Warhol nel gennaio ’77 a New York.
· Già titolare della prima cattedra di Pittura alle Accademie di Belle Arti di Brera (Milano) e di Venezia.
· Ha esposto alla Bonino Gallery di New York, alla Biennale di Venezia, al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, al Palazzo della Permanente e a Palazzo Reale a Milano, al Grand Palais di Parigi.
· Gli sono stati dedicati 15 libri con scritti di: Tapié, Restany, Battcock, Messer, Argan, Buzzati, Zevi, Bossaglia, Zimmer.
· Storica la sua mostra di Visual Poetry alla Galleria Apollinaire di Milano nel ’77, curata da Pierre Restany.