ITALO PULCINI - Italia
Contatti: pulcini.ilsg@alice.it



Trinità cm 70 x 50
 
Presenze dominanti cm 50 x 70
 
Lucifero 02 cm 70 x 50
Il nido cm 70 x 50
 
La stanza dei sogni cm 50 x 70
 
Ragazza osserva il momento in cui la realtà perde cm 70 x 50

Sulla sua Arte - Biografia e Curriculum

Nato  nel 1954 a Colli del Tronto (AP).

Frequenta la scuola di Mosaico a Ravenna e si diploma Mosaicista Restauratore, fa parte della Bottega “Il Mosaico” collaborando alla realizzazione di opere dell’artista elvetico Hans Herni e del russo André Mikhailovich Lanskoy, partecipa ai restauri dei mosaici pavimentali dei Parchi archeologici della Basilica di San Leucio (ex Tempio di Minerva) a Canosa di Puglia (BA) e della Basilica di Santa Maria di Siponto - Manfredonia (FG).

Nel 1976 la sua prima mostra personale, nel 1984 ha esposto in collettiva su invito del Maestro Remo Brindisi nella sua Casa Museo di Lido di Spina (FE).

Dal 2008 lavora ad elaborazioni fotografiche di genere surrealista, nel 2015 una personale dal titolo “METAMORFISMO” La verità dell’immaginazione e la dittatura della realtà, nelle sale del Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno seguita nel 2017 al Museo Barbella di Chieti.

Tra le tante mostre personali e partecipazioni a collettive, degli ultimi anni le più significative quelle al Caffè letterario Giubbe Rosse di Firenze, a Palazzo Zenobio nell’ambito della 58a Biennale di Venezia, al Festival del Cinema di Venezia, al Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi, al Centro de Arte Canario di Fuerteventura (Isole Canarie), al Centro Culturale Lx Factory di Lisbona, al Forte Malatesta di Ascoli Piceno, alla Galleria Milanese e in collettive itineranti in omaggio per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.

Vincitore nel 1985 del Premio di pittura estemporanea “Città di Comacchio”, nel 2004 il Concorso di pittura “Premio Giulio Cantalamessa”, conferimento nel 2015 del Premio “Giusto dell’Arte” per meriti artistici dall’Accademia Culturale Picena, nel 2018 riconoscimento al merito per “Culture a confronto: l’Italia omaggia l’Egitto” Ambasciata Araba d’Egitto a Roma, secondo premio “Kalos 2020” Premio Internazionale d’Arte a Forte dei Marmi.

Alcune opere sono state pubblicate nel 1986 sulla Rivista di Educazione e Integrazione Psicofisiologica “L’Età dell’Uomo” edito da C.R.S. D.E.P. di Ferrara.

Co-fondatore nel 1995 dell’Associazione “A. Fogar 95” di Colli del Tronto e nel 2009 dell’Associazione Arti Fotografiche “Punti di Vista” di Spinetoli, in questa tiene corsi di fotografia su Composizione e Inquadratura.

Nel 2012 è Presidente di giuria al Concorso fotografico indetto dalla Provincia di Ascoli Piceno “Momenti dal Festival dell’Appennino”.

Attualmente è presente nel Web su Facebook e Instagram con: ITALO PULCINI e ITALO PULCINI METAMORFISMO.

 

MOSTRE PERSONALI

1976 Lido di Spina (FE) - Personale di pittura - Hotel Diana

1977 Bologna - Personale di pittura - Sala esposizioni Convento Antoniano

1978 Comacchio (FE) - Personale di pittura - Spazio espositivo privato

1980 Comacchio (FE) - Personale di pittura - Spazio espositivo privato

1981 Ferrara - Personale di pittura - Galleria Diamante

1982 Comacchio (FE) - Personale di pittura - Spazio espositivo privato

1991 Ripatransone (AP) - Personale di pittura “Il surrealismo temperato” - Sala A. Condivi

2015 Ascoli Piceno - Personale di elaborazioni fotografiche “Metamorfismo” - Palazzo dei   Capitani

2015 Castorano (AP) - Personale di elaborazioni fotografiche “Metamorfismo”      Manifestazione “Borgo Aperto”

2017 Chieti - Personale di elaborazioni fotografiche “Metamorfismo” - Museo Costantino      Barbella

2021 Colli del Tronto (AP) - Personale di elaborazioni fotografiche “Metamorfismo” -            Villa Fanini

 

COLLETTIVE - RASSEGNE - CONCORSI

1974 Ravenna - Collettiva di Mosaico contemporaneo - Chiostri Danteschi

1975 Santhià (VC) - XII Mostra - Concorso Nazionale di pittura contemporanea

1976 Bologna - Collettiva di pittori contemporanei - Caliban’s Club

1981 Lido degli Estensi (FE) - Collettiva di pittori contemporanei - Galleria L’Ariete

1983 Comacchio (FE) - Collettiva di pittura, scultura e grafica - Museo Mariano

1984 Ferrara - Rassegna di pittura e scultura - Galleria Alba

1984 Lido di Spina (FE) - Collettiva - Museo Alternativo “Remo Brindisi”

1985 Comacchio (FE) - Premio di pittura estemporanea “Città di Comacchio”

1985 Codigoro (FE) - Premio di pittura contemporanea - Palazzo del Vescovo

1986 Comacchio (FE) - Collettiva artisti comacchiesi - Palazzo Edgardo Fogli

1986 Venezia - Concorso di pittura “Venezia-Parigi, due città un carnevale”

1989 Colli del Tronto (AP) - Collettiva di pittura, scultura e grafica - Sala Congressi - Parco

            della Pace

1989 Ascoli Piceno - Collettiva di pittori marchigiani - Sala dei Mercatori

1991 Ripatransone (AP) - Collettiva artisti marchigiani - “Arte messaggio di solidarietà”

1992 Monteprandone (AP) – Rassegna d’Arte contemporanea “Motu Proprio” Astrazione       e/o Figurazione

1992 San Benedetto del Tronto (AP) - Collettiva di pittura “Eidos” - Sala Marinai d’Italia

1992 Ascoli Piceno - Rassegna di pittura con donazione di opera per Asta pro Amnesty      International

1992 Ascoli Piceno - Rassegna di pittura con donazione di opera per Asta pro Caritas

          Diocesana

1993 Laives-Leifers (BZ) - Concorso Internazionale di Arti figurative “Città di Laives”

1993 Ascoli Piceno - Rassegna di pittura “La Resistenza nel Piceno” - Palazzo dei Capitani

1995 Ascoli Piceno - Rassegna d’Arte figurativa “Profilo d’Artista” - Centro Multimediale           La Sfinge Malaspina - Palazzo Malaspina

1995 Pescara - Rassegna d’Arte figurativa “Profilo d’Artista” - Galleria d’Arte Defra

1995 Roma - Rassegna d’Arte figurativa “Profilo d’Artista” - Salone del Pio Sodalizio dei   Piceni

1995 Sassoferrato (AN) - XLVI Rassegna di pittura, scultura, grafica e libro d’artista

1996 Ascoli Piceno - Rassegna ad invito di pittura e scultura “Festamaggio” - Chiostro       maggiore del Tempio di S. Francesco

1996 Ascoli Piceno - Rassegna di Arte e Psicologia “La Stendechina” - Omaggio a Ernesto            Ercolani (1909-1974) - Centro Multimediale La Sfinge Malaspina - Palazzo Malaspina

1999 Colli del Tronto (AP) - Collettiva di fotografia - Palestra Scuola primaria

2001 Colli del Tronto (AP) - Collettiva di fotografia - Palestra Scuola primaria

2002 Colli del Tronto (AP) - Collettiva di fotografia - Spazio espositivo privato

2002 Colli del Tronto (AP) - Mostra concorso di fotografia “Punti di Vista” a votazione    popolare

2004 Colli del Tronto (AP) - Collettiva di fotografia - Spazio espositivo privato

2004 Colli del Tronto (AP) - Concorso di pittura “Premio Giulio Cantalamessa” - Ex    Convento

2005 Grottazzolina (FM) - Concorso di fotografia “Genti e Paesi” - Teatro Novelli

2007 Venezia - Concorso “Premio Internazionale Arte Laguna” - Sezione fotografia

2009 Colli del Tronto (AP) - Collettiva di fotografia - Sala Pub Parsifal

2010 Pagliare del Tronto (AP) - Mostra fotografica a concorso “Il dono” - Spinetoli     Scultura (XV anno) “Alfio Ortenzi“ - Sala B. Gigli

2010 Venezia - Concorso “Premio Internazionale Arte Laguna” - Sezione fotografia

2010 Pagliare del Tronto (AP) - Collettiva di fotografia - Atrio Scuola primaria

2010 Venezia - Concorso “Premio Internazionale Arte Laguna” - Sezione fotografia

2010 Spinetoli (AP) - Collettiva di fotografia - Sala Belvedere

2011 Ascoli Piceno - Collettiva di fotografia - Piazza Grande C.C. Città delle Stelle

2011 Pagliare del Tronto (AP) - Mostra fotografica a concorso - Simposio di scultura -  Sala Oasi “La Valle”

2012 Colli del Tronto (AP) - Collettiva di immagini fotografiche su “Le Madri” all’interno

            della mostra di scultura di Graziano Gregori “Segreti Lavacri”

2015 Castorano (AP) - Collettiva di fotografia - Manifestazione “Borgo Aperto”

2015 Regione Marche - Concorso fotografico “100 Volte Marche” - Mostra itinerante

2016 Castorano (AP) - Collettiva di fotografia - Manifestazione “Borgo Aperto”

2016 Repubblica di San Marino - Simposio internazionale di Arte contemporanea “Ut   pictura poesis”

2016 Lisbona (Portogallo) - Collettiva d’Arte - Manifestazione “Open Day” del  Centro Culturale Lx Factory con Artes&CO

2016 Tollo (CH) - Collettiva di pittori marchigiani - Eno-Museo Tollo

2016 Pescara - Collettiva di pittori marchigiani - Museo d’Arte moderna Vittoria Colonna

2017 Chieti - Collettiva di pittori marchigiani - Museo Costantino Barbella

2017 Capestrano (AQ) - Collettiva di pittori marchigiani - Castello di Capestrano

2017 Monteprandone (AP) - Mostra collettiva “La Sibilla” - Centro Pacetti

2017 Varese – III° Concorso Internazionale “Gran Premio dell’Arte 2017” - PassepARTout    Unconventional Gallery - Atahotel Varese

2017 Padova - Art Talent Show - PassepARTout - Unconventional Gallery

 Fiera di Padova

2018 Firenze - Simposio Internazionale Città di Firenze - Pittura, Scultura, Fotografia a cura di IrdiDestinazionearte - Caffè letterario “Giubbe Rosse”

2018 Roma - Evento Interculturale in omaggio all’Egitto e al mondo arabo a tema     “Culture a confronto” a cura dell’Ass. Culturale Occhio dell’Arte - Istituto Culturale    Ambasciata Araba d’Egitto

2018 Fuerteventura (Isole Canarie) - Mostra collettiva Kalos “I colori dell’anima” a cura di  Irdi Destinazionearte - Centro de Arte Canario - Casa Manè

2018 Civitella del Tronto (TE) - La Fortezza dell’Arte - Mostra collettiva “Sguardi e visioni    dalle Marche” - Fortezza spagnola

2018 Ascoli Piceno – Concorso “Premio Marche” Biennale d’Arte Contemporanea

2018 Monteprandone (AP) - Mostra collettiva “I volti del cielo” a cura dell’Associazione      Alchimie d’Arte - Centro Pacetti

2018 Blankenberge (Belgio) - Mostra collettiva Kalos “I colori dell’anima” a cura di  IrdiDestinazionearte - Atelier Nan Yar

2018 Guardiagrele (CH) - Mostra collettiva “Sguardi e visioni dalle Marche” e “Omaggio  alla Presentosa” - Palazzo dell’Artigianato artistico abruzzese

2018 Ferrara - V° Festival delle Arti “In cerca di Infinito” a cura dell’Associazione   Culturale Olimpia Morata - Palazzo Sacrati Muzzarelli Crema

2018 Chieti - Collettiva “200 Artisti per Chieti” - Simposio Internazionale di Arte urbana   nei luoghi dell’economia - sedi varie

2019 Ortona (CH) - Rassegna Internazionale d’Arte Russia, Bulgaria, Italia “Il Sacro.     Il Mistico. Lo Spirituale nell’Arte” - Biblioteca Diocesana

2019 Venezia - Collettiva ”Come terra acqua e fuoco…” a cura dell’Associazione    Culturarle Olimpia Morata - Galleria ItinerArte

2019 Ascoli Piceno - Mostra d’Arte contemporanea “Cecco d’Ascoli: l’uomo e le sue    opere, il suo tempo e il suo mondo” - Forte Malatesta

2019 Venezia - Collettiva “Lo stato dell’Arte ai tempi della 58a Biennale di Venezia” -   Palazzo Zenobio

2019 Milano - Collettiva Internazionale “La democrazia nell’Arte” - Fabbrica del Vapore

2019 Venezia - Collettiva Internazionale “Humanizing the icon” - 58a Biennale di Venezia   Festival del Cinema - Palazzo Zenobio

2019 Milano (Brera) Collettiva Internazionale “L’Arte figurativa tra Realismo e non Rea- lismo” - Galleria Spazio M’Arte

2019 L’Aquila - Collettiva d’Arte Contemporanea ”Kalos 2019 a L’Aquila” a cura di  IrdiDestinazionearte e Gruppo Marsarte - Galleria Teofilo Patini

2020 Forte dei Marmi (LI) - “Kalos 2020” Premio Internazionale d’arte a cura di   IrdiDestinazionearte - Museo Ugo Guidi

2020 Lussemburgo - Selezione internazionale “Luxembourg Art Prize 2020” -  La Pinacothèque

2020 Roma - Selezione concorso nazionale di pittura “Dantebus Bazart”

2020 Venezia - Mostra collettiva internazionale “L’Arte a Venezia in Agosto” - Venice Art  Gallery

2020 Monteprandone (AP) - Mostra collettiva “L’Arte e la cultura ci salveranno” a cura dell’Associazione Culturale Alchimie d’Arte - Centro Pacetti

2020 Venezia - Mostra collettiva “La democrazia nell’Arte” - Venice Art Gallery

2020 Milano - Collettiva On-line - Galleria Milanese

2021 Milano - Collettiva Internazionale per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e  presentazione della Divina Commedia illustrata da 333 artisti contemporanei -   Rocca Brivio Sforza

2021 Caravaggio (BG) - Collettiva Internazionale per i 700 anni dalla morte di Dante   Alighieri - Complesso monastico San Bernardino

2021 Milano - Esposizione internazionale di Arte Visiva Contemporanea “L’Arte Riaffiora”   Galleria Milanese

2021 Monteprandone (AP) - Mostra collettiva “Festival Noir Piceno” a cura    dell’Associazione Culturale Alchimie d’Arte - Centro Pacetti

2021 Venezia - Collettiva Internazionale per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri -   Venice Art Gallery

2021 Rivisondoli (AQ) - Premio Internazionale Kalos 2021 (Arte e Letteratura) - Collettivaa cura di IrdiDestinazionearte - Museo della natività

2021 Castelnuovo di Porto (RM) - Collettiva Internazionale per i 700 anni dalla morte di    Dante Alighieri - Palazzo Ducale Rocca Colonna

2021 Matera - Collettiva Internazionale per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri -   Gallery Sax Art

2021 Genova - Collettiva Internazionale per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri -  Galleria Anim Art

          PERFORMANCE - PREMI

1985 Comacchio (FE) - Premio di pittura estemporanea “Città di Comacchio”

          (Primo premio)

1995 Ascoli Piceno - “La fotografia pulsionale” - Performance con proiezioni di immagini e suoni - Centro Multimediale La Sfinge Malaspina - Palazzo Malaspina

1999 Colli del Tronto (AP - Autore delle foto per il volume “Colli. Il colore e la luce” di   Vincenzo De Luca

2002 Colli del Tronto (AP) - Mostra concorso di fotografia “Punti di Vista” a votazione    popolare (Primo premio)

2004 Colli del Tronto (AP) - Concorso di pittura “Premio Giulio Cantalamessa” (Primo  premio)

2007 Colli del Tronto (AP) - Autore delle foto del Catalogo per il Museo della Bacologia  “Celsio Ascenzi”

2009 Colli del Tronto (AP) Autore dei pannelli con realizzazione e ricerca fotografica delleVille di Colli del Tronto per “Italia Nostra”, editi dall’Associazione di Promozione   Sociale “Ermocolle”

2011 Autore delle foto per il Catalogo della mostra di scultura “Le Madri” di Graziano   Gregori

2015 Colli del Tronto (AP) - Premio “Giusto dell’Arte” conferito per meriti artistici    dall’Accademia Culturale Picena

2018 Roma - “Culture a confronto: l’Italia omaggia l’Egitto” - Ambasciata Araba d’Egitto  (Riconoscimento di merito)

2020 Forte dei Marmi (LI) - “Kalos 2020” Premio Internazionale d’Arte (Secondo premio)

2021 Rivisondoli (AQ) - Premio Internazionale Kalos 2021 (Segnalazione della Giuria)

 BIBLIOGRAFIA

1991 Italo Pulcini - Il surrealismo temperato, a cura di Carlo Melloni

2015 Metamorfismo - La verità dell’immaginazione e la dittatura della realtà, a cura di   Vincenzo De Luca

 PRESENZE IN PUBBLICAZIONI COLLETTIVE

1991 Arte messaggio di solidarietà - Osvaldo Rossi

1992 Eidos - Giovanni Santori

1992 Motu Proprio Astrazione e/o Figurazione - Carlo Melloni

1993 La Resistenza nel Piceno - Carlo Melloni

1995 Profilo d’Artista - Carlo Melloni e Fiorella Bentivoglio

1996 La Stendechina - Carlo Melloni

2017 Percorsi d’Arte in Italia 2017 - Massimo Pasqualone - Editrice Rubbettino

2018 Kalos 2018 - I colori dell’anima - Massimo Pasqualone - Edizioni Sigraf

2019 Cecco d’Ascoli - L’uomo e le sue opere, il suo tempo e il suo mondo - Piersandra  Dragoni e Stefano Papetti

2019 Kalos 2019 a L’Aquila - Massimo Pasqualone - IrdiDestinazionearte - Edizioni Sigraf

2020 Kalos 2020 Dubai - Museo Forte dei Marmi (LI) - Massimo Pasqualone - IrdiDestina-  zionearte - Edizioni Sigraf

2020 Quarto dizionario emozionale - Arte e poesia al tempo della pandemia - Massimo    Pasqualone - Edizioni Sigraf

2021 Divina Commedia - Illustrata da artisti contemporanei - Giorgio Gregorio Grasso    Edito Istituto Nazionale di Cultura

2021 Kalos London 2021 - Massimo Pasqualone – IrdiDestinazionearte - Edizioni Sigraf

2021 L’Arte Riaffiora - Antonio Castellana e Roseli Crepaldi - Galleria Milanese

2021 Premio Internazionale Kalos 2021 - Massimo Pasqualone - IrdiDestinazionearte -  Edizioni Sigraf

2022 Premio Internazionale Kalos 2022 - Massimo Pasqualone - IrdiDestinazionearte - Edizioni Sigraf

 ARTICOLI E CITAZIONI

Il Resto del Carlino - Il Carlino Ferrara - Il Carlino Ascoli - La Gazzetta di Ascoli Piceno - Il Messaggero - Il Corriere Adriatico - Il Corriere dei Lidi - L’Età dell’uomo (rivista di Educazione e integrazione psicofisiologica) - Harksheider Verlagsgesellschaft MBH (Casa Editrice - Amburgo) - Il Liofante - Sipario - Metropolitan Web - Eventiabruzzo - Cityrumors - Abruzzo popolare - L’Ancora on Line - Taranto eventi - Arte Mondadori - Puglianews24 - Il Centro - La Nuova Riviera - Puglianews24 - Metropolitan Web - Abruzzolive - Museo  d’Arte Contemporanea di Milano - Il Graffio.online

 

Recensioni

Combinazioni iconiche e misteri velati 

Qualsiasi cosa tu puoi immaginare è reale.
Pablo Picasso 

Si potrebbe affermare che nel corso dei secoli l’arte abbia rappresentato la realtà (e quindi se stessa) cavalcando l’ideale linea ascendente della civiltà, raccontando l’evoluzione lenta e inarrestabile del pensiero umano, alla difficile ricerca di una perfettibilità che non diventa mai perfezione. Linea che di tanto in tanto presenta magnifici salti in avanti, e purtroppo anche rallentamenti. Si pensi alla superba stagione della prospettiva in periodo umanistico, che sconvolge il modo di vedere e rappresentare il mondo, e ancora al pensiero innovativo di geni assoluti come Michelangelo (a suggello del periodo rinascimentale) e Caravaggio (quale iniziatore dell’età moderna). Oppure, in senso opposto, si ricordino le crisi che subentrano a fioriture d’arte eccezionali: valga come esempio il miracolo dei mosaici ravennati a un livello così alto di purezza estetica che nei secoli a venire l’arte ci avverte come sia faticoso tenere quel passo, volare a quelle altezze.

Nell’Ottocento, eccezionalmente, in ambito artistico al concetto di evoluzione subentra quello di rivoluzione, anzi di una doppia rivoluzione. Rivoluzione nel senso che in poco tempo succede quello che per evoluzione avverrebbe in periodi molto lunghi. La citata linea ideale su cui viaggia l’arte nella seconda metà di quel secolo sembra subire un trauma, una scossa tellurica, una crisi di identità, da cui fortunatamente l’arte, principalmente la pittura, esce rinvigorita e non indebolita.

I motivi – solo per un apparente paradosso – sono esterni alla pittura: l’avvento della fotografia prima, la scoperta della psicoanalisi poi. La tecnica (fotografia) e la scienza (psicoanalisi) contaminando la pittura operano una sorta di miracolo, imponendo agli artisti di raccontare la vita non in maniera accademica, con fedeltà visiva al reale, ma parallela… al reale si sostituisce l’immaginario, al vissuto il sogno, a ciò che è ciò che potrebbe essere.

La fotografia spinge fuori carreggiata la pittura, la psicoanalisi l’accoglie in percorsi d’indagine mai ancora esplorati. Il nuovo equilibrio nella pittura sta quindi nel trovare un punto di contatto con la fotografia, la quale sul piano della riproduzione fedele del reale non accetterebbe confronti (una fotografia matericamente si realizza in minore tempo, con una definizione maggiore e a costi inferiori rispetto a un dipinto); ma anche con la psicoanalisi (senza per questo cedere alle scoperte di Sigmund Freud, ma prendendo spunto dai suoi studi).

Fotografia, pittura e psicoanalisi convivono felicemente nell’artista Max Ernst. In alcune sue opere il mondo onirico palesa una verità che l’intelletto terrebbe nascosta, luoghi, tempi, relazioni fuori dall’ordinario. Una delle opere più conosciute di Ernst è La vestizione della sposa, dove l’immagine è un sogno che si fa incubo e si veste di simboli. Altre sue opere sono collage, con fotografie ritoccate e colori a olio, come La puberté proche…

Ernst è il più fedele rappresentante in arte del Surrealismo, della realtà sospesa tra il mondo visibile e quello probabile, vissuto dai sensi e dai sogni, con la presenza nei suoi lavori di elementi (concreti o concettuali) spesso ripetuti, come un incubo o un’immagine “immaginata” che ritorna meccanicamente. La libertà… la donna… la deformazione del corpo… di tutti gli automatismi psichici il tema della libertà è il più caro agli esponenti del Surrealismo. La libertà come tema centrale dell’opera, ma anche come percorso di formazione artistica; così scriveva André Breton nel Manifesto del Surrealismo del 1924, La sola parola libertà è tutto ciò che ancora mi esalta. La credo atta ad alimentare, indefinitamente, l’antico fanatismo umano. Risponde senza dubbio alla mia sola aspirazione legittima. Tra le tante disgrazie di cui siamo eredi, bisogna riconoscere che ci è lasciata la massima libertà dello spirito. Sta a noi non farne cattivo uso. Ridurre l’immaginazione in schiavitù, fosse anche a costo di ciò che viene chiamato sommariamente felicità, è sottrarsi a quel tanto di giustizia suprema che possiamo trovare in fondo a noi stessi.

Tra le elaborazioni fotografiche di Italo Pulcini la più vicina per evocazione all’indagine di Max Ernst è l’opera Traghettatore: l’immagine chiede all’osservatore di entrare in una dimensione onirica, dove tutto è leggero (anche la cromia), tranne chi sta per entrare nell’opera (l’osservatore): è sospesa la gondola e sono sospesi i lampioni, persino il mare sembra evaporare confondendosi con il cielo, e la donna si fa angelo. Solo l’osservatore è vincolato alla gravità, spinto (quasi obbligato) a percorrere una passerella verso il nulla. In sintesi, si combinano in un elegante ossimoro la libertà d’assieme e la libertà negata a chi entra nell’opera.

Le foto di Italo Pulcini presentano, ora latente ora evidente, proprio il tema dell’ossimoro, cioè della coesistenza in armonia di elementi per loro natura opposti. Il più evidente è il tempo (che si coniuga nella bivalenza di cronaca, come fluire degli eventi, ed eternità, quale definizione di un valore intramontabile); altro ossimoro è l’uovo (la vita in divenire, ciò che è e che non sarà più); inoltre ossimoro è il rapporto spiaggia / mare, quale contrasto tra finito e infinito; e la trilogia acqua / terra / aria (ciò che si muove, oppure è fermo, o ancora che si muove ma sembra fermo).

In Dottrine si celebra la bellezza che da passeggera si fa eterna. Il punto di vista è dal basso. Si apre allo spettatore, che passeggia sul piano di calpestio della spiaggia, una visione che, dando credito al titolo, indottrina. In quanto parte integrante dell’icona, lo spettatore opera la conoscenza di ciò che ha davanti in un percorso visivo ascendente, come spesso succede nelle opere d’arte (si pensi, ad esempio, alla Trinità del Masaccio, dove lo spettatore comprende il vero significato dell’opera solo se lo legge progressivamente dal basso in alto, e non come opera d’assieme); quindi prima i libri sovrastati dalla donna (allusione alla bellezza della cultura ma anche alla genesi della stessa, cioè la musa che ispira), poi un complesso congegno meccanico (che sembra quello degli orologi, atto quindi a scandire il tempo), infine un portale monumentale che si trasforma in un arco di trionfo. In sintesi la letteratura, le gesta, l’arte; sembra di risentire quanto scriveva John Ruskin, che le grandi nazioni scrivono la loro autobiografia in tre libri: nel libro delle loro gesta, nel libro delle loro parole, nel libro della loro arte, e nessuno di questi libri può essere compreso senza leggere gli altri due. Ma dei tre l’ultimo soltanto è degno di fede.

In Autoritratto il Surrealismo si fa pirandelliano, l’osservatore guarda l’opera ma osserva se stesso. In Uno, Nessuno, Centomila, Pirandello scrive che la realtà che ho io per voi è nella forma che voi mi date; ma è realtà per voi e non per me; la realtà che voi avete per me è nella forma che io vi do; ma è realtà per me e non per voi; e per me stesso io non ho altra realtà se non nella forma che riesco a darmi. E come? Ma costruendomi, appunto.

Quali sono i veri tratti dell’uomo, quelli della mimica facciale, transitori e cangianti, oppure quelli dei sentimenti, che con il tempo solidificano? L’uomo è ciò che appare oppure ciò che prova emotivamente?

Così la vera identità si sposta verso il cuore mentre il cervello è preso da strutture (o, peggio, sovrastrutture) razionali, numeri, geometrie, calcoli… Lo sguardo pensoso dell’artista ritrattosi invita al dubbio, alla ricerca di un punto di equilibrio, che Fedor Dostoevskij racchiuse nella frase d’accordo, sappiamo che due più due fa quattro, ma quanto più bello sarebbe se almeno una volta facesse cinque.

Ne Il sogno ritrovato l’elastico dei contrasti si tende ulteriormente. L’osservatore recupera il proprio passato osservando la bambina che, sollevando un sipario, apre a un altro mondo (vorrebbe sbirciare nel proprio futuro?) da dove viene (o verso dove si dirige) un trenino (simbolo della vita come viaggio): presente e passato che si evocano continuamente sulla linea del tempo. Inoltre si alternano i temi del davanti / dietro, sopra / sotto, chiaro / scuro, e sul sipario si palesa il concetto di evoluzione, la cronaca / natura che si fa storia / artificio, nella conchiglia che si metamorfizza in statua (da destra a sinistra) e la chiesa che lievita sul mare (dal basso in alto).

Il sostegno del pollice della mano ne L’oltraggio alla vita è una citazione da Dalì (e altri particolari nelle foto di Pulcini richiamano l’artista spagnolo: Musa assiste alla nascita di una nuova melodia evoca di Dalì il dipinto Sogno causato dal volo di un’ape; Compiacente trofeo ha nel volto l’idea di Sala Mae West; Il sacrificio ricorda L’Ascensione di Cristo). Spicca nell’opera il contrasto particolare / universale della mano davanti e dell’intero corpo dietro, senza mani, che si fa albero. Davanti la mano resta tale ma è albero, dietro la mano è ramificata. C’è una scultura, nebulosa, in cielo, e in quanto tale potrebbe evocare l’Apollo e Dafne di Gian Lorenzo Bernini (anche se non si tratta di quella scultura), con una metamorfosi in atto. Ma in questo caso il dramma è diverso e si fa sangue. Sembra che la pendenza del piano di calpestio diriga il sangue verso lo spettatore. Ritornano in mente i versi del XIII canto dell’Inferno quando Dante incontra Pier delle Vigne:

Allor porsi la mano un poco avante
e colsi un ramicel da un gran pruno;
e ‘l tronco suo gridò: «Perché mi schiante?».

Da che fatto fu poi di sangue bruno,
ricominciò a dir: «Perché mi scerpi?
non hai tu spirto di pietade alcuno?

Uomini fummo, e or siam fatti sterpi:
ben dovrebb’ esser la tua man più pia,
se state fossimo anime di serpi».

Il titolo della foto Giudizio sommario rappresenta davvero una soglia del testo, perché piuttosto che offrire un indizio per la comprensione dell’immagine, propone dei dubbi, che per chi è chiamato a giudicare dovrebbero essere un percorso iniziatico necessario. Se c’è un giudice esiste un colpevole… la colpa è in chi è caduto a terra? Quindi, il colpevole è il più debole? Chi emette giudizio, assisa in trono, indica con la mano destra e con la sinistra palesa tre dita; tre come i gradi di giudizio, o piuttosto una richiesta all’onnipotenza (Padre, Figlio, Spirito Santo)?

In pittura una gestione spaziale analoga, ma soprattutto l’attesa di un giudizio in un tribunale della verità, si trova nella Disputa del Sacramento di Raffaello, nella Stanza della Segnatura in Vaticano.

Una cupola di chiesa che si fa cielo è nell’elaborazione fotografica Il sacrificio un omaggio al tema della spiritualità. La luce dalla finestra prende idealmente volume e diventa corpo d’uomo. I segni della passione, corona di spine e chiodi, si dilatano nello spazio a materializzare il martirio, e sull’osservatore, come la spada di Damocle, è sospeso di quel sacrificio umano il peso che diventa carne e sangue. Fondamentale è la visione dal basso, come chi inginocchiato chiede misericordia a Cristo; in pittura tale espediente è stato utilizzato infinite volte, ad esempio nel San Sebastiano di Dresda di Antonello da Messina. Suggestiva è la presenza di due chiodi, a destra e sinistra, al centro della composizione, con il sangue che cola e la punta oltre, dall’altro lato del cielo (cioè dell’immagine), come a suggerire che tolti i chiodi si apre dietro questa immagine un’altra icona, forse una realtà migliore, figlia del sacrificio e del sangue versato.

Paesaggio fecondo è insieme armonia e contrasto. Montagna e donna evocano madre natura, in una fusione ideale più facile da ammirare che da comprendere; succede qualcosa di analogo nel dipinto di Dalì Ritratto di Isabel Styler-Tas (Melancolia), dove il profilo di una donna si traduce dall’altra parte dell’opera nella propria immagine speculare, fatta di una natura rocciosa arida e quasi impenetrabile, allusiva del carattere spigoloso e deciso della donna ritratta. Allo stesso modo, e per contrasto, nell’elaborazione fotografica di Italo Pulcini le rotondità del corpo nudo di donna distesa su un fianco si armonizzano con la natura in un’immagine quasi arcadica.

Ma penetrare nelle leggi che regolano creato e creatura, natura naturans e natura naturata, sembra impossibile, come illudersi di far coesistere il mondo marino (indicato dalla barca, il cui albero in essa conficcato la fa per paradosso lievitare e non affondare) e quello montano (gregge e pastore).

Ci sono due donne in una stessa foto che si potrebbero definire somiglianti per contrasto. Il titolo dell’opera, Pregiudizio, è giustificato dal modo superficiale, quindi errato, di osservarle. Sarebbero collocate l’una in una dimensione opposta rispetto all’altra: la donna in riva al mare, in abito monacale, vive una dimensione spirituale chiara e dichiarata, a prima lettura diversa rispetto a quella della donna nuda e legata. A una analisi più approfondita però tutto è intriso di spiritualità: il mare, il cielo, architetture civili e religiose. E, soprattutto, gli esseri umani: entrambe le donne sono con i piedi a terra, anche la donna nuda che, fotografata dall’alto, nel processo di elaborazione dell’immagine sembra invece sospesa con le corde. Ma una mano che esce dal mare riporta l’equilibrio, si tende, di conseguenza la donna nuda si fa freccia nell’arco, pronta ad allontanarsi dalle scorie materiali. A dispetto di un pregiudizio iniziale, entrambe vivono una dimensione sentimentale e spirituale. Vestita da suora l’una, svestita di sovrastrutture l’altra, entrambe indirizzate verso l’alto.

Su una piramide in equilibrio precario una donna nuda è seduta come se si trattasse di una normale sedia. Venezia (ma potrebbe essere un qualsiasi altro dove) fa da sfondo, nell’opera Sotto mentite spoglie, a un palcoscenico dechirichiano con bambini che vanno e una donna seduta a terra, pensierosa davanti a una piramide in classica posizione di stabilità. La metamorfosi e scomposizione della donna si spiegano partendo dalla maschera, che probabilmente si sta allontanando dal volto, dove si trovava fino a pochi attimi prima, dove valeva come punto d’equilibrio (al pari di un vestito che copre la nudità del corpo). Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e dirà la verità, è un logico paradosso di Oscar Wilde: se la maschera si allontana dal volto è come se lei non avesse più nulla da dire, il volto divenuto nudo fa perdere di connotati alla sua nudità fisica, ed essendo totalmente svestita inizia ad assumere sembianze bestiali. La femminilità del piede perde la propria sensualità (senza il tacco a spillo) e lo stesso si trasforma in zoccolo d’animale.

Simile analisi, con variatio, è in Attesa al convegno. L’argomento è la ricerca della verità: chi è nudo (cioè autentico, non falso) osserva chi è coperto (mascherato) e non il contrario. In alto si materializza un’immagine ‘sporca’ in attesa di decodifica, cioè della verità dei tratti (volto di uomo e uccelli).

In definitiva, l’immagine digitale può ben dirsi di diritto una proposta artistica, se al dato tecnico sa anche unire un’evocazione pittorica o scultorea, evidenziandone (o mutandone) il messaggio. Si pensi, per fare un esempio, all’artista giapponese Koya Abe, che propone fusioni di immagini per realizzare un’icona totalmente nuova. Nella sua opera The Second Birth of Venus (La seconda nascita di Venere), del 2000, inserisce i corpi nudi de La nascita di Venere (1863) di Alexandre Cabanel nello spazio immaginato da Katsushika Hocusai nella stampa giapponese Un pescatore a Kajikazawa (1831), in un’interessante armonia proponendo al contempo una grande provocazione culturale.

Allo stesso modo, nelle elaborazioni fotografiche di Italo Pulcini sul tema del Surrealismo si sviluppano temi ripetuti in maniera sempre diversa: donne nude, l’uovo, il mare, le nuvole, architetture sospese… Ogni volta, in varie combinazioni di icone, l’artista scava in qualche punto dell’inconscio, a cercare quelle sorprese che la psiche non governata totalmente dall’intelletto riserva all’uomo, restituendogliele di tanto in tanto a conferma della sua complessità di pensiero e sentimento.

 

          Vincenzo De Luca