KATARINA ALI  -  Yugoslavia


Contacts: katarina.alivojvodic@gmail.com


Acqua e fuoco olio su cartone telato cm 20 x 60
 
L'indovinello matita su cartoncino
 
Tersicore olio su tela cm 50 x 70
 
Jelena China su carta cm 35 x 70
 
L'annunciazione olio su tela cm 50 x 60
 
Vaghi sospiri olio su tela cm 40 x 60

About her Art

Katarina Ali è nata nel 1973 a Zemun , in Iugoslavia.


Nel 1993 si è diplomata in Design industriale alla Scuola per design di Belgrado e nel 1999 si è diplomata in Progettazione Grafica all’Accademia di Belle Arti di Belgrado.


Contemporaneamente ha frequentato le lezioni private negli atelier d’arte di alcuni maestri come Acc. Pavle Nik, Zeljko Djurovic, Zeljko Tonsic dove ha appreso le conoscenze della pittura, scultura, disegno e incisione.


L’artista è stata presente in numerose mostre collettive e rassegne in Italia e in Iugoslavia. Ha vinto il primo premio al concorso di disegno organizzato dalla galleria “B. Stamenkovic” di Belgrado. Le sue opere ssi trovano nelle collezioni private in Serbia, Italia, Francia, Spania e Grecia.


Tra le sue mostre personali ricordiamo quelle di:


1999 Galleria “Akord” di di Belgrado (Iugoslavia)


1999 Galleria “Hadzi Ruvim” di Lajkovac (Iugosklavia)


2001 Pro loco “Artemisia” di Castroreale


2001 Galleria comunale di Milazzo


2002 Galleria “Helios” di Roma


2002 preso lo spazio espositivo “Green Manors” di Castroreale


2004 Galleria “Il Gabbiano”di Messina


2005 Galleria “Italarte” di Roma


L’artista vive in Italia dal 2000, dal 2001 ha la scuola di pittura e disegno.


Art Critic

Atmosfere fluttuanti e magiche visioni

Atmosfere sognanti e fiabesche, “goticheggianti” e memori dell’arte del Preraffaelliti, pervadono le opere della giovane artista Iugoslava Katarina Ali.
I suoi quadri sono immersi in una dimensione magica, fluttuante e silenziosa, eterea e sensuale.
Piccole luci sfavillanti simili a lucciole accompagnano i personaggi di Katarina, rischiarando loro la via che li porta alla ricerca del proprio destino.
La poetica dell’artista è racchiusa in un testo del poeta e scrittore (nonché diplomatico ed ambasciatore) Jovan Ducic,”Il tesoro dello zar Radovan””. Ducuc, influenzato dai parnassiani e dai simbolisti francesi, scrisse poesie e prose liriche con le quali introdusse nella produzione letteraria serba il gusto dell’ “arte per l’arte”.
In particolare uno stralcio del testo che parla dello zar Radovan ci permette di immergersi nell’atmosfera magica delle opere di Katarina:
“…Di esso ha parlato Mose quando seguiva la parola di Dio e Cesare quando attraversava il Rubiconde e Colombo quando ha affidato le sue vele al vento che lo portava sulla terra di cui non sapeva niente. Questo tesoro cerca anche l’astronomo che osserva le nubi stellari e il botanico che cerca il segreto della fecondazione nel cuore di un fiorellino e il prete che restituisce la fede nei cuori degli infedeli. Tutte le persone cercano, perché tutti sono folli. Il sangue di tutti ha contagiato lo zar Radovan che vive nell’erba e nell’acqua, poderoso zar che passa nel cielo come una nuvola carica di fulmini e passa nel mare come una nave che arde…”.
Le immagini di Katarina sono ricche di riferimenti simbolici. La musica è imprigionata negli strumenti suonati da esseri che sono un connubio tra uomini, fate ed elfi. Le immagini che ne derivano sono evocazioni che sanno di sogno e di mito, soavi e leggere, stilisticamente molto eleganti e raffinate.
Nuvole iridescenti che lambiscono il terreno circondano i protagonisti del dittico del 2006, in cui due flautisti si trovano all’interno di un paesaggio medievale, accompagnati da colorati pesci tropicali, in un ambiente naturale in cui si fondono acqua, cielo e terra.
Il potere evocativo della musica è presente anche in altre opere, dove c’è quasi sempre una giovane donna a suonare uno strumento a fiato o una specie di mandolino, immersa in un’atmosfera rarefatta e avvolta dalle nuvole. La donna è sempre protagonista nelle opere di Katarina, una donna che è alternativamente maga, Salome, Venere o fata, posta sempre in primo piano e circondata da un’aura di mistero. Una donna accompagnata da piccole scintille, che si svela davanti ai nostri occhi ma della quale non conosceremo mai tutto.
La grazia e il simbolismo di alcune figure lasciano intravedere reminiscenze Liberty e Déco, anche se la forza delle figure di Katarina è lontana dalla rappresentazione della bellezza fine a sé stessa. Il legame con la natura, con il cielo e con l’acqua, che solitamente rappresenta il fiume Danubio a lei caro, fa dei suoi personaggi figure di raccordo tra il nostro ed un mondo ideale ed emozionante, un mondo capace di avvolgere i nostri sensi e di rapirci in estasi, lontani dalla realtà che ci circonda e che spesso ci addolora.
Ma cosa cercano i personaggi di Katarina? Il loro flauto è forse richiamo verso qualcuno o qualcosa? Infatti sembrano voler evocare qualcosa di più grande, forse cercano anche loro il tesoro dello zar Radovan. Certo è che i suoi quadri sono fantastiche visioni capaci di trasportarci lontano nel tempo e nello spazio.
Nei paesaggi la natura è la protagonista incontrastata e le raffigurazioni si fanno più reali, senza per questo perdere il fascino che circonda le altre opere.
                                                                                                                                                        

  Cinzia Folcarelli